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Matteo Salvini critica i cachet di Sanremo: “Cifre pazzesche”

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Con un recente tweet, Matteo Salvini ha criticato i cachet della settantesima edizione di Sanremo. Ecco quanto dichiarato dal leader della Lega.

Reduce dalle elezioni regionali che lo hanno visto vincitore in Calabria e sconfitto in Emilia Romagna, su Twitter Matteo Salvini ha commentato i cachet del cast della settantesima edizione del Festival di Sanremo.

Di recente, infatti, sono state svelate alcune indiscrezioni sui presunti compensi dei vari ospiti e presentatori alla kermesse canora. Dai 20/25 mila euro di Rula Jebreal (che però saranno devoluti in beneficenza) ai 500 mila euro di Amadeus, passando per i 140 mila euro di Georgina Rodriguez.

L’articolo del Corriere della Sera, twittato anche dal leader della Lega, rivela inoltre quanto hanno guadagnato gli altri volti che hanno calcato il palco dell’Ariston. Nel 2019 la Rai diede 450 mila euro a Bisio e 350 mila a Virginia Raffaele; l’anno prima 400 mila a Michelle Hunziker e 300 mila a Pierfrancesco Favino. Il cachet di Claudio Baglioni sarebbe partito da 600 mila euro fino a toccare i 700 mila. Questo affinché conducesse anche l’edizione dell’anno successivo, visto il successo della precedente.

“Senza voler criticare a tutti i costi, mi sembrano cifre pazzesche…”, ha tuonato Matteo Salvini assicurandosi ancora una volta il sostegno di buona parte degli utenti. Come ogni anno, leggendo cifre così elevate per uno stipendio di quattro serate (ma talvolta anche di una) è inevitabile rimanere sbalorditi. Roberto Benigni, ad esempio, quest’anno avrebbe chiesto 300 mila euro per salire sul palco dell’Ariston durante la terza serata. Tuttavia, negli anni la Rai ha sempre dichiarato che i cachet sono in linea con il mercato televisivo.

Mamma Rai: “I cachet sono in linea con il mercato”

Come ci ricorda Il Sole 24 ore, l’anno scorso il Festival di Sanremo è costato 18 milioni di euro di cui 12 milioni per la produzione artistica e 5 milioni per il Comune. Considerando la pubblicità, il televoto e la vendita dei biglietti, gli incassi si aggirerebbero intorno ai 26 milioni di euro. Sulla questione è intervenuto anche Claudio Fasulo, tra gli autori dell’evento, che anche quest’anno in conferenza stampa ha ricordato che, nonostante le polemiche che ogni anno precedono il festival, negli ultimi dieci anni c’è stata “un’enorme compressione della spesa, ma non del prodotto”.

“Ricordiamo comunque che la kermesse, grazie alle notevoli entrate pubblicitarie, ogni anno segna un cospicuo utile, si legge su Money.it.

Il Festival di Sanremo, quindi, si autofinanzia: di conseguenza non è vero, come di credenza popolare, che a pagare l’organizzazione del Festival di Sanremo, nonché il cachet di conduttori ed ospiti, siano i cittadini con il canone Rai. Grazie a TIM, che per il terzo anno è sponsor unico di Sanremo, la raccolta pubblicitaria potrebbe assestarsi tra i 28 e i 29 milioni di euro, un vero e proprio record per un profitto che – tra ricavi netti e costi – dovrebbe superare i 10 milioni di euro.

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