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Omeoimprese: omeopatia compagna di viaggio

La dottoressa Antonella Ronchi, esperta di farmaci omeopatici, parla dei loro benefici

Con l’estate, molti si portano dietro i loro farmaci omeopatici altri li scoprono quando si tratta di curare situazioni magari tipiche della stagione. Ne parliamo con un’esperta.

L’uso dei farmaci omeopatici in viaggio

Viaggiare leggeri per le vacanze estive, dovrebbe essere un imperativo. Per il mare o la montagna, per il lago o per una città d’arte, a prescindere dalla meta, è importante che in valigia non manchino farmaci e rimedi di primo soccorso.

La dottoressa Antonella Ronchi, medico che esercita la libera professione, iscritta all’elenco dei medici omeopati a Milano, alla luce della sua attività sa bene che quella estiva è la stagione durante la quale molte persone entrano in contatto per la prima volta con i farmaci omeopatici. Scoprendone i benefici e dunque continuando a preferirli anche durante l’anno:

Chi si cura già con l’omeopatia, seguito da un medico, sa a cosa può essere esposto e dunque ha già una rosa di rimedi e deve portarli con sé. Chi invece non ha mai seguito una terapia omeopatica può avvalersi, durante le vacanze, di quello che io chiamo ‘pronto soccorso omeopatico’.

Un esempio che ricordo spesso è quello di molti pazienti che in vacanza hanno ricevuto indicazioni di trattamento omeopatico, in farmacia e trovandosi bene hanno continuato ad avvalersene anche successivamente. Hanno verificato l’omeopatia e iniziano a utilizzarla normalmente“.

Risolvere alcuni problemi con l’omeopatia

Ci sono esempi specifici che può illustrare?

Mi viene in mente il caso della mamma che durante le vacanze ha scoperto che suo figlio aveva gli ossiuri. In farmacia gli hanno suggerito un prodotto omeopatico, la Cina. Che si è rivelato molto utile. Quella signora poi è venuta da me in studio e ha continuato a curare suo figlio con l’omeopatia anche per altre patologie.

I problemi intestinali dovuti all’infestazione da vermi non sono molto comuni, ma questo esempio spiega bene il principio secondo cui l’omeopatia, una volta scoperta, diventa un valido alleato per trattare disagi e patologie“.

Al contrario, quali sono i problemi più comuni trattabili con l’omeopatia?

I traumi, senza dubbi. In caso di traumi contusivi il rimedio sovrano è l’Arnica, che può essere usato anche localmente. Se però c’è una ferita con sanguinamento esistono rimedi più indicati come il Ledum o il Phosphorus. In caso di distorsione si consiglia la Ruta graveolens o il Rhus Toxicodendron. Non tutti i rimedi agiscono nella stessa direzione: in caso di traumi specifici è opportuno rivolgersi a uno specialista.

In linea di massima le indicazioni del farmacista sono comunque determinanti, anche in caso di intossicazioni alimentari: insieme ai traumi, sono tra i fastidi “vacanzieri” più diffusi. In quel caso, sempre sotto consiglio dello specialista, è indicato l’Arsenicum album. In caso di colpo di freddo, penso all’esposizione all’aria condizionata quando si è surriscaldati, un ottimo rimedio è la Bryonia. In caso di raffreddamento simil influenzale va usato sempre il Rhus Toxicodendron“.

Combattere esposizione al sole e mal d’auto

Estate è sinonimo di esposizione al sole: in che modo l’omeopatia aiuta a non avere conseguenze ed eventualmente a curarle?

La Belladonna cura il colpo di sole e di calore. Per le conseguenze sulla pelle, in caso di scottature per esempio, va usata l’Urtica urens che lenisce il bruciore. Per gli eritemi solari un’ottima reazione cutanea la dà l’Hypericum. Anche in tutti questi casi sono il medico o il farmacista a indirizzare il paziente verso il rimedio più adatto“.

Per andare in vacanza, però, bisogna viaggiare. E in caso di mal d’auto o di nave come si deve intervenire? E per superare i disagio in aereo?

Non sto a dare indicazioni commerciali, ma esistono prodotti a base di Coccolus indicus molto validi e altrettanto utili in caso di giramenti di testa e nausea, oltre a mal d’auto, mal d’aereo e mal di mare. È chiaro che un paziente che viene seguito da un medico omeopata deve portare con sé i rimedi che utilizza abitualmente: spesso è sufficiente curarsi con i farmaci già testati per spingere l’organismo a reagire con le proprie forze in caso di difficoltà“.

Bugiardino anche per gli omeopatici

a cura di Giovanni Gorga, presidente Omeoimprese

Molti di voi avranno notato che, quando si acquista un medicinale omeopatico mancano le indicazioni terapeutiche nella confezione. Pochi però sanno che, in tutta Europa, è normale trovare il foglietto illustrativo insieme al farmaco. Si tratta di una pericolosa eccezione tutta italiana. Nel nostro Paese, infatti, la legge vieta il bugiardino, mentre all’estero il farmaco omeopatico viene gestito nell’interesse dell’utilizzatore finale, fornendo istruzioni precise sulle modalità di impiego.

Come è naturale che tutti i prodotti da banco, dall’antipiretico all’analgesico, all’antiallergico, siano accompagnati da un testo che ne illustra il corretto utilizzo e i rischi di un’assunzione impropria. L’assenza dello stesso accorgimento per gli omeopatici costituisce un rischioso gap che va prontamente colmato dal Governo Italiano nell’interesse della salute pubblica. Come associazione di aziende farmaceutiche ci stiamo confrontando con le Istituzioni per superare tutto questo“.

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