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Omeoimprese Visto n. 44 2022

Attualità

Con l’omeopatia bambini più protetti dai malanni di stagione

Redazione | 20 Ottobre 2022

I farmaci omeopatici possono aiutare la prevenzione dei malanni stagionali: ne parliamo con uno specialista del settore

Sinergia tra omeopatia e pediatria

Omeopatia e pediatria. Come s’intrecciano la medicina integrata e la disciplina che si occupa di neonati e bambini, del loro sviluppo e delle loro malattie? Ne parliamo con il dottor Antonello Arrighi.

Medico, specialista in Pediatria, Arrighi ha conseguito un master di perfezionamento in Omeopatia, Omotossicologia e Medicine Integrate. È docente dell’AMIOT (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) e dell’International Academy of PRM (Medicina Fisiologica di Regolazione).

“L’omeopatia può essere d’aiuto o da sola, come unica terapia, o come integrazione alla medicina tradizionale. Ricordiamoci che il bambino rappresenta un organismo estremamente reattivo, in grado di reagire, molto spesso, alla grande maggioranza dei suoi problemi, piccoli per lui, più importanti per i genitori, da solo. Quindi si tratta di stimolare la sua reattività, in modo che possa superare in maniera corretta le varie patologie. Esse possono essere avvicinate con un tipo di medicina che in sostanza è priva di effetti collaterali”.

Ci stiamo avvicinando alle stagioni fredde. Quali strategie di prevenzione delle malattie infantili suggerirebbe da un punto di vista omeopatico?

“Da tempo attuo strategie di prevenzione per quanto riguarda le infezioni delle vie respiratorie, perché il bambino da quando entra in comunità, cioè il nido, l’asilo, la scuola primaria, si ammala di più. Questo perché naturalmente entra a contatto con altri bambini. Passa cioè da un ambiente protetto a uno in cui può provare quella che noi chiamiamo l’esperienza del contagio.

Come prevenire queste infezioni? Rinforzando il sistema immunitario con medicinali che vanno ad agire sulla immunità aspecifica, cercando di rinforzare le prime difese del bambino in modo da renderlo più pronto in maniera preventiva”.

Modulare la febbre e non sottovalutare i sintomi

E quando il bambino – cosa pressoché inevitabile – si ammala, cosa suggerisce l’omeopatia?

“Il bambino che si ammala può essere trattato cercando prima di tutto di parlare con il genitore per fargli perdere la paura della febbre. La febbre è un meccanismo di difesa dell’organismo e non va sempre soppressa. Abbiamo a che fare con farmaci che sopprimono la febbre, anti-infiammatori, anti-febbrili, anti-allergici, antibotici… Sono tutti farmaci che di sicuro sono efficaci, ma che molte volte sono usati in maniera non corretta. Perché con un paziente che ha qualche linea di febbre, come dicevano i nonni, bisogna lasciar fare il suo corso alla malattia.

I medicinali omeopatici non abbassano bruscamente la febbre, ma la modulano in maniera corretta sfruttando la reattività dell’organismo. I farmaci ‘anti’ sono usati per rimettere subito in piedi il malato, e la convalescenza non ha più il suo spazio”.

La guarigione è la soppressione del sintomo?

“No. Il sintomo è la spia di qualcosa che non va nell’organismo. In omeopatia si vuole ottenere una guarigione intesa nel vero senso della parola, cioè il riequilibrio dell’organismo in modo che esso riesca, in futuro, a superare da sé le varie infezioni”.

Cosa risponde a un genitore che diffida dell’omeopatia?

“Che la frase ‘Io non credo nell’omeopatia’ non ha senso. Non è questione di fede o di credenza. L’omeopatia non è una medicina a sé. Esistono varie sfaccettature di medicina, di cura delle malattie. È come avere più frecce nel proprio arco”.

a cura di Otello Foscari