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Omeoimprese Visto n. 9 2023

Attualità

Omeopatia: per un corpo pulito e più sano

Redazione | 16 Febbraio 2023

Come affidarsi alla medicina olistica per risolvere gonfiore e patologie venose, rendendo il corpo capace di rispondere alle terapie naturali

In che modo le terapie integrate possono aiutare i pazienti che soffrono di gonfiore alle gambe e, in genere, di patologie venose e linfatiche? Cosa significa “terapie integrate”? Ne parliamo con il dottor Edmondo Palmeri, chirurgo vascolare, flebolinfologo, nutrizionista, esperto in omeopatia, omotossicologia e fitoterapia.

Intervista a Edmondo Palmieri

Dottor Palmeri, cosa si intende per terapie integrate?

“La possibilità di utilizzare terapie che, di solito, non vengono impiegate nell’ambito della medicina accademica moderna. Quindi parliamo di agopuntura, fitoterapia, omeopatia. Sono terapie non convenzionali, che ormai da quasi un decennio sono state normate a livello pubblico”.

Quindi perché si chiamano integrate?

“Perché parliamo di discipline che rientrano nell’atto medico, praticate da medici che conoscono sia la medicina accademica sia quelle non convenzionali. Possono essere utilizzate da sole o con terapie classiche. Da qui l’uso del concetto di ‘integrate'”.

Queste terapie integrate possono essere adoperate su ogni tipo di paziente?

“Sì. Si possono prescrivere insieme ad altre terapie che il paziente sta seguendo. Poi sarà il medico, laddove possibile, a ridurre o eliminare la parte farmacologica di sintesi a favore di farmaci più naturali, più soft quali quelli omeopatici, omotossicologici, fitoterapici. Terapie che sicuramente non possono arrecare effetti collaterali al paziente”.

Terapie integrate contro gonfiore e altre patologie

Fatte queste doverose premesse possiamo entrare nello specifico del nostro discorso.

Quindi, in che modo le terapie integrate possono aiutare i pazienti che soffrono di gonfiore alle gambe e in genere di patologie venose?

“Noi che ci occupiamo di medicina integrata, ciascuno con la sua specializzazione, poniamo attenzione particolare a due aspetti fondamentali: lo stile di vita e la nutrizione.

Nel mio campo, quando seguo pazienti con varici o edemi delle gambe, linfedemi o tessuti infiammati, utilizzo degli anti-infiammatori omeopatici, come l’Arnica montana. Nel caso di ulcere, farmaci cicatrizzanti che siano tonici sul sistema venoso, come l’Amamelide o la Pulsatilla.

E comunque, il primo passo da parte del medico che si occupa di medicina integrata è quello di prendere in carico il paziente per un drenaggio di organi deputati all’eliminazione di tossine. Ad esempio, il fegato, i polmoni, i reni e la pelle.

Oggi siamo in un ambiente che altera il nostro equilibrio, contaminato da agenti chimici e non, dall’inquinamento atmosferico, ma anche da elettrosmog. Oltre che dal venire a contatto, come da sempre, con virus e batteri. L’omeopatia, l’omotossicologia, la fitoterapia prevedono l’utilizzo di terapie personalizzate che tengono conto delle caratteristiche individuali”.

Le parole chiave della medicina olistica

Qual è l’obiettivo di queste terapie, oltre ovviamente alla guarigione?

“Cercare di far sì che l’organismo elimini uno stato tossico, anche cronico. Questo porta sicuramente una maggior efficacia delle terapie prescritte. Anche i pazienti curati con terapie farmacologiche hanno una migliore risposta, proprio perché abbiamo messo in atto un’azione di drenaggio. Abbiamo cioè detossinato gli organi. Un organismo più pulito è più funzionale nelle risposte, e gode di una maggior efficacia quando s’inizia una terapia farmacologica di qualsiasi tipo”.

In conclusione, quali sono le parole chiave in questo contesto?

“Fondamentale, sia in prevenzione sia nella fase di cura è il primo passo, quello che abbiamo definito della pulizia, del drenaggio degli organi emuntori.

Altro tassello essenziale, sempre affidandosi a medici preparati che coltivano un approccio di tipo olistico, è il correggere lo stile di vita e la nutrizione.

Poi bisogna cercare di abbinare una corretta alimentazione con terapie di tipo integrato, come per esempio la fitoterapia.

Infine è importantissima la connessione tra le terapie che offre la medicina moderna e l’utilizzo di farmaci omeopatici e omotossicologici, oggi regolamentati dall’Aifa.

Possiamo dunque concludere che la medicina olistica prende in carico il paziente analizzando la sua storia in maniera completa, e sfruttando i benefici di terapie che non alterano da nessun punto di vista l’organismo, ma che ben si integrano con la medicina moderna utilizzando le più recenti acquisizioni scientifiche”.

a cura di Letizia Padovani