Barbara Fabbroni Visto n. 45 2020 Biden Trump

La sfida Trump-Biden: chi vincerà le elezioni americane 2020?

I due candidati alla Casa Bianca in un’analisi delle loro diverse personalità. Trump e Biden: chi vincerà le elezioni americane 2020?

Chi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti? Donald Trump resterà alla Casa Bianca, oppure lascerà il passo a Joe Biden? Mancano ormai poche ore all’esito della sfida decisiva: il giorno delle elezioni è fissato per martedì 3 novembre, anche se molti milioni di statunitensi hanno già votato per posta.

Il pronostico è ancora aperto, anche se Biden appare avere un vantaggio consistente negli ultimi sondaggi. L’analista politico Allan Lichtman, che quattro anni fa aveva previsto la vittoria di Donald Trump, ed è famoso per azzeccare tutte le previsioni, rivela che:

“Donald Trump sarà il primo Presidente degli Stati Uniti in carica, da quando Bill Clinton ha battuto George W. Bush nel 1992, a non essere rieletto. E non ha nessuno da biasimare se non sé stesso”.

Anche per la gestione dell’emergenza Covid, che negli Stati Uniti ha fatto molto discutere, visto che Trump ha voluto evitare il più possibile ogni misura restrittiva e persino le mascherine.

Sempre Allan Lichtman, su Twitter, ha criticato pesantemente Trump per essersi sottoposto a cure mediche stile “Rolls Royce” per guarire dal Covid. Mentre, in parallelo, privava 20 milioni di americani del loro diritto all’assicurazione sanitaria nonostante la pandemia. Di certo questo evento imprevisto arrivato all’inizio del 2020 non ha giocato a favore dell’attuale Presidente.

Insomma, sarà davvero così? Trump perderà oppure assisteremo a un colpo di scena inaspettato? In questo articolo eviteremo analisi poliiche, ma cercheremo di capire meglio il carattere, la psicologia dei due candidati, uno dei quali diventerà per i prossimi quattro anni l’uomo più potente al mondo.

Le personalità di Donald Trump e Joe Biden

I due, Trump e Biden, hanno personalità completamente opposte. Anche se, alla base condividono la stessa spinta motivazionale dettata dal bisogno di esserci. Quel pizzico di struttura narcisistica che alberga in ogni candidato alla Casa Bianca, e in fondo non potrebbe che essere così.

Cominciamo dunque dall’uscente, Donald Trump, il cui carattere esuberante è stato decisivo, quattro anni fa, nel fargli ribaltare i pronostici e portarlo a diventare presidente degli Stati Uniti d’America.

Trump: un narcisista dalle molte idee

Perché Donald è un uomo interessante? I fattori che lo rendono particolarmente accattivante sono molti: la personalità contraddittoria, il suo stile comunicativo, il senso patriottico tanto amato dagli americani.

In lui abbiamo un mix interessante di comportamenti che derivano dalla sua forte personalità, caratterizzata dal bisogno di puntare sempre in alto, come ha dimostrato sempre anche nel suo lavoro, e che in politica è un valore aggiunto importante.

Così abbiamo un uomo dalla doppia valenza, una sorta di Dr. Jekyll e Mr Hyde. Da una parte compiace, dall’altra tira fuori le unghie e i denti pur di giungere al suo obiettivo al fine di accarezzare e nutrire il suo bisogno. È un perfetto narcisista: in lui si ritrovano tratti che riconducono a personalità di questo genere (anche se in questa sede possiamo solo fare ipotesi e non diamo nulla per certo).

Ritroviamo in lui alcune caratteristiche significative del narcisista. Per esempio, non si lascia intimorire anche se sotto pressione. Ha un’altissima autostima, un ego spropositato. È ossessionato dal successo e molto ambizioso, ama intrattenere e stare al centro dell’attenzione. Ha una comunicazione diretta, non segue le regole e si sofferma poco sui dettagli. È curioso, ha un sacco di idee e una grande immaginazione. È sicuro di sé, ama la grandiosità e pensa che le cose migliori gli spettino di diritto. Adora essere ammirato, è malizioso, arrogante e audace.

La lista sarebbe ancora molto lunga, ma questo rende bene l’idea di che personalità stiamo parlando.

Insomma, Trump è un uomo che è nato con in testa l’idea di raggiungere il successo a ogni costo, succeda quello che succeda. Di fatto è un po’ il suo stile, il suo motto sembra essere: “Vado avanti per la mia strada senza curarmi del resto”.

Biden: l’uomo giusto dal passato tragico

Come controcanto all’attuale Presidente c’è Joe Biden, considerato il candidato perfetto per battere Donald. Perché? Che cosa ha di così interessante che può trascinare gli elettori americani a cambiare radicalmente scelta?

Joe Biden è un uomo intelligente, che sta conducendo una campagna elettorale giusta, equilibrata, senza tante sbavature, senza nessun attacco personale, tanto difficile momento che il suo Paese sta attraversando, gli errori e gli scandali di Trump parlano da soli.

Biden senza dubbio è un uomo tutto da scoprire, almeno per noi italiani ed europei. La sua vita è stata segnata da varie vicende tragiche, tra cui un gravissimo lutto familiare, con la moglie e la figlia che nel 1972 morirono in un incidente stradale, mentre gli altri due figli della coppia rimasero feriti.

Il primogenito Beau, scampato al sinistro, è poi morto a soli 46 anni a causa di un male incurabile. Insomma, vicende personali senza dubbio intense che si sono cementate in lui profondamente. La sua capacità di andare avanti nonostante le avversità lo rende una persona molto affidabile, su cui investire.

Conduce da sempre una vita dedicata alla politica. Il suo impegno è costante e totalmente incentrato su questo, come se fossero confinate lì tutte le sue risorse. Quasi una sorta di esorcizzazione dei gravi lutti vissuti. La sua resilienza è diventata un punto di forza, un ancoraggio alla vita.

Biden e le donne:

Il New York Times tempo fa pubblicò una notizia sgradevole, parlando di quattro donne che avrebbero subito dei comportamenti non appropriati da parte di Biden, accuse che poi sono rientrate. Non sembra un uomo “affamato” di conquiste, come il suo rivale.

La sua seconda moglie Jill Jacobs, un’insegnante, una persona molto diversa dall’attuale first lady Melania Knauss, ex modella. Jill lo segue con attenzione, lo sostiene, lo incita e partecipa alla sua vita pubblica con intenso coinvolgimento.

“Ho avuto l’incredibile fortuna di una famiglia allargata, fondata nell’amore e nella lealtà, intrisa di un senso di obbligo impartito a ciascuno di noi. Non solo ho avuto aiuto, ma concentrandomi sui miei figli, ho trovato la mia redenzione”, dice di sé Biden.

Di lui non sappiamo molto altro: quello che si può estrapolare dai suoi interventi pubblici è la capacità comunicativa, molto superiore a quella che appare in un primo momento, la solidità conquistata, nonostante i gravi lutti. Biden crede nella famiglia e nell’amore, ha un patriottismo radicato e solido, e la capacità di toccare temi importanti per gli americani.

I dibattiti TV

Nei confronti televisivi sono emerse sin da subito le differenti personalità dei due candidati. Da una parte un maestro dell’improvvisazione, dall’altra un uomo che usa le parole giuste, che propone il “noi” e il “voi” nel modo più incisivo e significativo.

Un incontro, il loro, descritto dai media americani come un momento di caos, con attacchi e interruzioni continue. Ma la politica è comunicazione oltre che sottile strategia.

Trump ha la sua indiscussa personalità da mattatore, attacca l’avversario, ma scarseggia di empatia, cosa che in Biden è molto spiccata. Joe Biden utilizza un metodo preciso, il suo linguaggio non verbale è studiato nei minimi particolari, è più performante, manca a sua volta della capacità d’improvvisazione di cui Trump è un maestro.

Insomma, due uomini, due esistenze, due personalità all’opposto. Non ci resta che attendere il 3 novembre per sapere chi avrà la meglio.

a cura di Barbara Fabbroni

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