Unglover Single Party Visto 20 novembre 2022

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Unglover Single Party: cos’è e dove si tiene la festa del momento

Redazione | 17 Novembre 2022

Partecipa anche tu all’Unglover Single Party dopo aver scaricato l’App di Unglover. Ecco dov’è la festa e di cosa si tratta

Se sei single e fatichi a trovare l’anima gemella per la tua timidezza, ecco l’App che fa… la prima mossa per te! Domenica 20 novembre, alle ore 20.30 presso l’Hollywood Rythmoteque si terrà l’Unglover Single Party.

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La locandina dell’Unglover Single Party

Vieni anche tu a scoprire di cosa si tratta, e lasciati trascinare dal ritmo della festa! Scarica l’App di Unglover e approfitta di questa occasione senza tirarti indietro: non te ne pentirai.

Unglover Single Party Visto n. 50 2022

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Con Unglover gli incontri emozionanti si fanno solo dal vivo

Redazione | 1 Dicembre 2022

Unglover e Unglover Single Party: dall’App di incontri alle feste esclusive ed emozionanti in cui potrai conoscere l’anima gemella

Un’App che rivoluziona gli schemi

In un mondo che ci ha portato a nasconderci dietro a una tastiera per chattare e conoscerci, Unglover vuole stravolgere gli schemi, eliminando i pregiudizi e tutti i filtri che la società moderna e i social ci impongono.

Il format, rivoluzionario, consiste nello scaricare l’App gratuita Unglover Single Party, rispondere con sincerità alle domande psico-caratteriali formulate da un team scientifico di psicologi, sociologi, sessuologi ed esperti di relazioni di coppia, selezionare uno dei Single Party proposti e confermare la tua presenza.

Unglover si metterà subito al lavoro avvisandoti con una notifica quando avrà trovato il single più compatibile tra quelli che parteciperanno allo stesso evento. La sera del party entra nell’App, fa il check-in, clicca sul bottone “Trova compatibilità” e Unglover attiverà la chat, se c’è già un single abbinato a te o te ne troverà subito uno.

Una volta collegati, l’App romperà il ghiaccio per voi risolvendo i principali ostacoli del primo approccio: imbarazzo, rischio del rifiuto e del ridicolo.

Unglover elimina i pregiudizi e tutti i filtri che la società moderna e i social ci impongono, spingendovi a conoscervi senza scambiarvi le foto. Potrete soltanto chattare brevemente per identificarvi e trovarvi.

La tecnologia e la scienza vi aiuteranno, dandovi la “scusa” giusta per scoprire il vostro complice per una serata frizzante di puro divertimento.

Ora siete pronti, sentite salire l’adrenalina per un appuntamento al buio dove non sapete che aspetto ha l’altra persona.

Incontrerai la donna e l’uomo giusto

Preparatevi a incontrare il vostro perfetto sconosciuto e a vivere un’indimenticabile esperienza all’insegna della scoperta e dello svago. Sperimentate una modalità assolutamente originale di fare nuove conoscenze, basata su un’affinità personale pazzesca.

I posti sono limitati, perché Unglover Single Party è l’unico appuntamento a garantire il giusto rapporto uomo/donna all’interno di location d’eccezione.

Basta feste monotone, vieni ai Single party per trovare chi è più idoneo a te, “matchando” con le persone presenti in base ai tuoi interessi, esperienze e stili di vita. E se la persona abbinata a te non dovesse piacerti puoi anche ricliccare su “Trova compatibilità”.

I Single Party ti regaleranno l’opportunità senza precedenti di abbinarti con chi è più simile a te, in una nottata mozzafiato. Le serate sono eventi inediti per single ad alto tasso di adrenalina, e ti faranno scattare la scintilla.

In un mondo che ci ha portato a nasconderci dietro a una tastiera per chattare e conoscerci, Unglover vuole stravolgere gli schemi, promuovendo incontri emozionanti dal vivo. Assapora il brivido di un appuntamento al buio con il partner più affine a te.

Scarica subito l’App, per scoprire tutti gli Unglover Single party che all’inizio si terranno a Milano per poi diffondersi a livello nazionale e internazionale. Per tutte le info consulta il sito ufficiale di Unglover!

Autogrill-progetto-Fondazione-Humanitas

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Benessere e stile di vita sano: Autogrill promuove la buona salute

Redazione | 27 Settembre 2022

Autogrill, in prima linea per la buona salute, sostiene l’ultimo progetto di Fondazione Humanitas per la Ricerca: si dona per tutto settembre!

Autogrill per benessere e salute

Benessere e stile di vita sano sono ormai un imperativo del mondo moderno, che nel tempo ha capito quanto equilibrio e attenzione in ogni campo siano essenziali per garantirsi un’esistenza lunga e riparata dai disagi della malattia. Autogrill, che ha già promosso iniziative dello stesso genere, sostiene questi principi e nel mese corrente ha dato il via a un progetto che merita l’interesse di tutti.

Per tutto settembre è aperta una raccolta fondi a sostegno di Fondazione Humanitas per la Ricerca. Il denaro raccolto è destinato a finanziare AYA (acronimo di Adolescents and Young Adults), un percorso clinico, psicosociale e di ricerca pensato per pazienti oncologici dai 16 ai 39 anni.

Il potere delle buone abitudini

Le buone abitudini, siano esse alimentari, sportive ma non solo, vanno intraprese sin da piccoli. Così facendo diventano parte di noi, un bagaglio dal quale sarà difficile separarsi, e impronteranno anche la nostra vita adulta. Imparare come mangiare bene, a tenersi regolarmente in esercizio o a curare quotidianamente il proprio corpo consente di ridurre notevolmente i rischi per la salute. Sarà meno probabile sviluppare malattie metaboliche come il diabete, l’obesità, le patologie cardiovascolari o, peggio, quelle oncologiche.

Autogrill, che è titol sponsor del progetto, consente ai frequentatori dei suoi punti vendita (200 su tutto il territorio), di lasciare un’offerta libera una volta alla cassa. In questo modo aiuteranno i giovani pazienti oncologici, e provvederanno a far sì che il loro numero diminuisca sempre di più nel corso del tempo.

Dell’intero progetto ha speso qualche parola Alexia Bertuzzi, oncologa e responsabile di AYA:

“Dati di letteratura attestano un aumento dell’incidenza di nuovi casi di patologie oncologiche fra i giovani pari a circa 1 milione di diagnosi per anno nel mondo, a fronte della mancanza di cure dedicate. Nella gran parte dei casi,” prosegue la dottoressa, “i trattamenti prevedono dosaggi e terapie progettati sull’adulto e adattate ai giovani. Un contesto che rende cruciale lo sviluppo di programmi dedicati a questa specifica fascia di popolazione”.

“Siamo molto lieti di essere al fianco di Fondazione Humanitas per la Ricerca,” dice invece Andrea Cipolloni, CEO Europe-Italy di Autogrill. “Autogrill sostiene da sempre il mondo dello sport condividendone il sistema valoriale che premia lo spirito di squadra, l’impegno, il rispetto delle regole e la determinazione nel perseguire obiettivi sfidanti”.

Wikipene Visto n. 34 2022

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Wikipene: le dimensioni contanto per davvero? Rispondono gli esperti

Redazione | 11 Agosto 2022

Il professor Mondaini, autore del manuale Wikipene, sfata i miti sull’importanza del pene lungo e ci parla dei rischi di tatuaggi e piercing nelle zone intime

Wikipene. Manutenzione, prevenzione e cura di Nicola Mondaini e Patrizia Prezioso (pubblicato da Giunti) è un vero e proprio manuale di manutenzione e cura dell’organo maschile. Il professor Mondaini è un andrologo e studioso di chiara fama. Stavolta con lui affrontiamo un argomento ricorrente: quello delle dimensioni del pene.

Vecchie e nuove ricerche

Professor Mondaini, dopo le sue interviste continuano ad arrivare alla nostra redazione numerose domande, e come da lei previsto la più frequente riguarda le “giuste” dimensioni del pene. Quali sono?

“Non ho una risposta precisa e assoluta. Come per tutte le caratteristiche fisiche degli uomini che variano da persona a persona, anche per il pene possiamo osservare una grande varietà nella forma, nel colore e nelle dimensioni. Il pene è tanto simile nella sua struttura quanto infinite sono le sue varietà. Siamo tutti uguali, ma diversi e unici.

È dai tempi dell’università che questo argomento ha catturato la mia attenzione, perché in verità esistevano pochissime ricerche sulla lunghezza del pene. Una delle più famose, il ‘Rapporto Kinsley’, della fine degli anni Quaranta, aveva dei grandi limiti in quanto si basava su una auto-misurazione del pene con un comune metro da sarta.

Ma i soggetti coinvolti, a volte inconsciamente, spinti dalla pressione sociale, finivano per ritoccare i dati al rialzo, per paura di essere giudicati e contribuendo cosi loro stessi ad alimentare il mito della ‘virilità quantitativa’, secondo cui più lungo è il pene, meglio è.

Cosi, per anni i dati sono risultati falsati e per niente utili ai fini di una rigorosa ricerca scientifica. Lo studio indicava le dimensioni medie dell’organo sessuale maschile intorno ai 16 centimetri. Un dato molto lontano dalla realtà.

Ci sono stati anche altri tentativi simili che hanno cercato di aggirare l’ostacolo dell’auto-misurazione basandosi su fondamenta più oggettive. Ma si sono arenati di fronte al numero esiguo del campione di dati a disposizione.

Questa mancanza di dati mi spinse ad iniziare una nuova ricerca. Durante il mio servizio come medico militare avviai uno studio su un campione casuale di 3.300 ragazzi, e per un anno intero effettuai rilevazioni sistematiche. Ne venne fuori il ‘Nomogramma delle di’mensioni del pene’, che ha fornito uno standard di riferimento per la lunghezza del pene nei ragazzi europei nella fascia d’età dai 18 ai 20 anni.

I dati mostrarono che, da flaccido, misura in media 9 centimetri. In stretching, ovvero tirando il glande, arriva a 12,5 centimetri. In erezione a 14,5 centimetri circa.

Per quanto riguarda la circonferenza, intesa come la misurazione del cilindro del pene a metà della sua lunghezza, in situazione di flaccidità misura in media 10 centimetri. È importante tenere presente quel ‘in media’. Essere sotto o sopra la media non è infatti né un merito né un demerito”.

Come scegliere il giusto preservativo

Pensiamo agli amuleti a forma di pene sui libri di storia dell’arte. Esiste persino una branca della materia dedicata interamente allo studio del simbolismo fallico, legato a doppio nodo al concetto di fertilità.

La grandezza del pene è collegata alla potenza o alla fertilità?

“Posso dire con certezza che una grossa erezione o un grande pene non trovano alcun riscontro scientifico con una maggiore fertilità o con una miglior soddisfazione del partner. Da ultimo, particolare divertente, i peni sono imprevedibili. Infatti, dalle dimensioni di un pene a riposo non si può supporre quanto crescerà in erezione”.

Ma allora per cosa contano le dimensioni?

“Per una cosa contano moltissimo: per la scelta del giusto preservativo, che non è cosa da poco! È importante sceglierne uno della giusta taglia, per evitare che si sfili durante il rapporto se troppo grande, o che strozzi il pene se troppo piccolo.

Ai fini dell’acquisto siamo autorizzati ad armarci di metro da sarta, e prendere le misure del pene in erezione. Attenzione, però: il metro serve per misurare la circonferenza, non la lunghezza. Perché nei profilattici varia il diametro.

Se non abbiamo a disposizione un metro da sarta usiamo uno spago o un filo, segniamo con un pennarello il punto di congiungimento, e appoggiamolo poi in corrispondenza di un righello.

I preservativi più comuni sono adatti alla maggior parte dei peni, e hanno una circonferenza di circa 11 centimetri. Sulla confezione viene sempre riportato il diametro del condom”.

Depilazione nelle zone intime

Altra domanda di grande attualità in estate: la depilazione che ha oramai conquistato anche i più recalcitranti maschietti può essere sconsigliata nelle zone intime?

“Ci sono pro e contro. Intanto, il rasoio deve essere monouso e utilizzato esclusivamente per la zona genitale, disinfettato con dell’alcol. Meglio procedere con l’aiuto di una schiuma da barba o di un sapone intimo, in modo da rendere il tutto più scorrevole.

La direzione da mantenere è quella dal basso verso l’alto, dal pene all’ombelico. Non tutti i prodotti chimici, come le creme depilatorie, sono adatti. Alcuni potrebbero essere troppo aggressivi e provocare irritazioni.

La ceretta è invece sconsigliata per parti estremamente sensibili come i testicoli. Affidatevi in ogni caso a un professionista”.

Piercing e tatuaggi sulle parti intime

Professore, in questi giorni sulle nostre spiagge vediamo esibire variopinti tatuaggi e piercing nelle parti del corpo più impensate. Secondo lei piercing e tatuaggi nelle parti intime possono mettere a repentaglio la salute?

“Il piercing ai genitali ha un’origine tribale: antiche civiltà dell’Africa, dell’Australia e dell’Asia del Sud lo praticavano come parte del rito di passaggio. Il piercing sul pene comporta, in ogni caso, un profilo di rischio accertato e massimo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sconsiglia drasticamente piercing e tatuaggi ai genitali. Sono zone estremamente delicate, su cui è facile scatenare violente infiammazioni o infezioni.

Le indicazioni dell’OMS sono chiare: i piercing sul pene portano alla creazione di un collegamento tra l’uretra – dalla quale escono l’urina e il seme – e il glande, andando a costituire una porta d’accesso per le infezioni, soprattutto batteriche, che in contesti di massima complicazione possono sfociare nella sindrome in assoluto più grave che possa colpire l’apparato genitale: la gangrena di Fournier. Si tratta di una situazione estrema, che necessita di un intervento chirurgico d’emergenza e per la quale la probabilità di morte è pari al 60%. I piercing possono portare anche ad altre situazioni d’emergenza. Per esempio non consentono di indossare il profilattico in maniera sicura. Il corpo estraneo aumenta infatti le probabilità che il preservativo si rompa.

Riguardo i tatuaggi sui genitali, dal punto di vista medico li sconsiglio: gli inchiostri per tatuaggi, per quanto in genere sicuri su altre zone del corpo, applicati su parti così sensibili potrebbero portare a reazioni cutanee. Nel mio mestiere, quando pensi di aver visto tutto, spunta fuori qualcosa oltre le aspettative. Un giorno si presenta da me in studio un paziente che lamenta grossi fastidi, lo visito ed ecco che mi appare… un cobra! Avete capito bene, il paziente aveva tatuato sul pene un cobra, che a parer suo durante l’erezione avrebbe dovuto stupire con effetti speciali. Purtroppo l’unico effetto in quel momento era una diffusa irritazione che lo faceva apparire… un pesce palla!”

a cura di Guido Contini

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