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Camilla Pizzoni integrazione anti caldo

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Camilla Pizzoni integrazione anti caldo

Redazione | 27 Luglio 2023

La dottoressa Camilla Pizzoni è business ed executive coach e responsabile scientifico di PoolPharma

L’estate è ormai arrivata e il gran caldo è un impietoso giudice del nostro stato fisico. Tocca infatti scoprirsi, svelando, spesso, quelle insicurezze celate con sapienza per mesi dai vestiti, ma tocca ancor di più fare i conti con la nostra salute che, al salir del termometro, di frequente si arrende sventolando la bandiera bianca della spossatezza. La corsa ai ripari con rimedi fai da te è ormai dimostrato non essere la via giusta, ma districarsi nel sempre più ampio mercato dei prodotti per il benessere sembra essere difficile di giorno in giorno di più.

Per questo la dottoressa Camilla Pizzoni, business ed executive coach e responsabile scientifico di PoolPharma, casa farmaceutica italiana, family company e azienda leader del settore degli integratori ingegnerizzati, ha stilato per i lettori di Visto un vademecum di salute, sicurezza e benessere.

Gli integratori sono alleati della salute e coadiuvanti necessari anche nella dieta quotidiana?

«Oggi, per via dello stile di vita, l’alimentazione, se pur corretta, non è mai completa al 100% a causa di frequenti pasti fuori casa, di un’assunzione ridotta di frutta e verdura o perché non conoscendone la naturale composizione non possiamo conoscerne i reali valori vitaminici. L’integrazione alimentare, nata nei primi anni ’90 e di cui siamo stati pionieri, va a colmare una mancanza a livello fisiologico. Gli integratori possono sempre essere indicati perché non si inseriscono in un quadro di malattia, ma si pongono ancora prima della prevenzione per un completo apporto di sostanze fondamentali per uno stato di benessere del nostro corpo a garanzia di un giusto funzionamento delle funzioni fisiologiche».

Come si riconosce un integratore valido e sicuro?

«Oggi il campo degli integratori è smisurato ed è complesso districarcisi data anche la facile reperibilità. I consumatori però stanno diventando sempre più consapevoli: gran parte s’informa e individua di quale componente ha bisogno per una data carenza e addirittura in che quantità. Il consiglio è quello di affidarsi alla marca verificandone sempre il produttore. Parametri di verifica sono: l’origine di produzione (favorendone una nazionale perché i prodotti stranieri reperibili in Internet non sono consentiti in Italia); l’effettiva attività dell’azienda (quali prodotti produce); il tempo di presenza sul campo e la possibilità di reperibilità dell’azienda stessa. Visto che anche i farmacisti e gli esperti del settore si trovano davanti a un’amplissima offerta, il fatto di poter raggiungere l’azienda per un confronto sul prodotto o sul problema specifico diventa fondamentale. L’azienda deve mettersi a disposizione: comunicare ormai è facile, soprattutto attraverso i social. Noi, per esempio, dopo le tante telefonate ricevute abbiamo sviluppato un portale di aiuto e risposta diretta ai consumatori».

Esistono dei miti sull’integrazione?

«Non ci sono grandi limitazioni sull’utilizzo degli integratori, ma ci sono tabù da superare, come le problematiche legate alla menopausa o ai problemi di prostata. Anche gli specialisti usano come primo approccio ed aiuto per i primi sintomi gli integratori, ma spesso le persone, sentendosi ancora giovani e volendo allontanare un’idea legata all’invecchiamento, sono restie a utilizzarli. È un errore perché una volta arrivati alla conclamazione della menopausa o dell’andropausa gli ausili diventano prettamente medici, mentre se si inizia ad agire naturalmente sui sintomi precoci si può stare meglio per anni e arrivare a una tappa fisiologica più in forma e preparati».

A fasce d’età diverse corrispondono necessità d’integrazione diverse?

«Sì. Gli integratori possono essere consigliati sempre dopo i 12 anni, nella prima infanzia sotto ai 6, salvo indicazioni specifiche di carenze vitaminiche o necessità di implementazione, l’alimentazione dovrebbe essere completa e regolare e l’organismo dovrebbe imparare a lavorare da solo. Poi in base a età, carenze, necessità e problematiche si deve sempre pensare un piano personalizzato teso al benessere e all’equilibrio psicofisico».

È estate e si vuole la forma fisica perfetta. Quali i consigli giusti e gli errori da non commettere? Cos’è un percorso di snellimento clinicamente testato?

«L’approccio corretto, soprattutto nella perdita del peso, non può essere solo quello del prodotto: non esistono i prodotti magici che da soli e in breve tempo fanno diventare belli e sani e non è sana la corsa dell’ultimo minuto. Bisogna seguire un programma, di almeno 90 giorni, fatto di giusta alimentazione e attività fisica e coadiuvato da integratori drenanti e stimolanti del metabolismo, con magari anche il sostegno di un professionista. Un valido supporto si può trovare anche online. L’importante è seguire dei percorsi di snellimento testati (come nel caso del portale Kilocal Program) che siano programmi sui quali sono stati fatti studi scientifici, monitorando i campioni di utenti iscritti durante tutto il loro percorso di dimagrimento di 90 giorni, che offrono servizi di supporto gratuito come il piano alimentare, il programma di attività fisica e le indicazioni per il mantenimento».

Giorni di grande caldo e spossatezza. Cosa fare?

«Nei periodi caldi l’idratazione è fondamentale, l’assunzione di almeno 2 litri d’acqua per gli uomini e anche di più per le donne è importantissima per far fronte alla perdita dei liquidi che si ha con l’aumento della sudorazione. Consumare pasti leggeri e freschi o aumentare la frutta e la verdura sono tutte indicazioni necessarie per il benessere. Un’ottima e fondamentale integrazione del periodo estivo è quella a base di sali minerali, magnesio e potassio, da assumere tutti i giorni al mattino».

Stress e cali d’umore: come combatterli da dentro?

«È un tema complesso perché quest’ultimo difficile periodo ha avuto ripercussioni su tutti noi, aumentando le situazioni di cali d’umore, ansia e stress. Per anni l’approccio medico ha rimandato al farmaco, oggi invece l’approccio psicoterapeutico è maturato favorendo, in situazioni non gravi e patologiche, l’utilizzo di ansiolitici o benzodiazepine e l’uso di prodotti naturali. È importante individuare i momenti in cui si avvertono stati d’ansia o stress: se sono notturni, va considerata un’integrazione che favorisca il sonno a base di melatonina e valeriana, se diurni invece una che aiuti il rilassamento e che agisca sul tono dell’umore senza causare sonnolenza, come gli estratti vegetali di melissa, passiflora e lavandula. Un punto fortemente correlato allo stress e all’ansia diurna è l’intestino: c’è un asse intestino-cervello nel quale alcune sostanze prodotte dall’intestino devono arrivare alla barriera ematoencefalica per poi essere trasmesse al sistema nervoso centrale. In questo caso è consigliabile un’integrazione a base di triptofano, precursore per il rilascio della serotonina e di gaba (acido gamma-aminobutirrico), una sostanza che produciamo naturalmente a livello intestinale, ma che in caso di disbiosi può non essere prodotta a sufficienza. È importante in questi casi seguire un approccio che parta dalla probiotica, perché serve un intestino sano per star bene».

L’intestino è connesso anche con la pelle? Se la pelle è lo specchio dell’organismo ha più senso usare prodotti mirati o agire internamente?

«Nell’approccio alla pelle è fondamentale partire dall’intestino e la scelta del probiotico da integrare parte ovviamente dall’individuazione della problematica. Se ci troviamo davanti a una dermatosi o una dermatite la causa può essere una disbiosi intestinale che va risolta dall’interno. I prodotti esterni possono migliorare o risolvere momentaneamente un effetto, ma non spengono la causa. La flora batterica intestinale alterata che può causare situazioni di acne può essere riequilibrata con l’assunzione di saccharomyces o con dei lactobacilli. Anche qui il consiglio del professionista o dell’azienda stessa fa la differenza».

Sonno e salute hanno una forte connessione. Come imparare a ricaricarsi?

«Anche per l’insonnia la base è identificarne la causa e il tipo: una fatica di addormentamento o una vera difficoltà a lasciarsi andare al sonno o ancora dei risvegli frequenti, insonnia per cambi stagionali o dovuta a fattori esterni come il calore. Una sostanza molto presente negli integratori che favoriscono il sonno è la melatonina, un ormone prodotto dal nostro corpo quando stiamo al buio, ma che con il passare dell’età tendiamo a produrre meno. È un regolatore del ritmo sonno veglia che, oltre a facilitare l’addormentamento, potrebbe essere di grande aiuto a chi ha disimparato a dormire negli orari giusti. Per chi invece tende a svegliarsi e stare sveglio tutta la notte un integratore solo a base di melatonina non sarebbe efficace. Per questo sono stati studiati dei prodotti a lento rilascio in modo tale che la diffusione della melatonina nel nostro organismo sia spalmata nell’arco di tutta la notte e che lavori in azione combinata con altre sostanze rilassanti come la valeriana e la passiflora».

Come stare bene sempre? Gli integratori hanno una stagionalità?

«A parte casi particolari come gli integratori per il controllo del colesterolo, i quali prevedono un utilizzo prolungato, gli integratori si assumono a cicli, in generale di tre mesi e hanno una forte correlazione alla stagionalità. Ma perché siano efficaci sarebbe meglio non aspettare che ci sia una carenza conclamata: non occorre aspettare l’ultimo minuto per assumerli. Per la stagione estiva, per esempio, non bisogna aspettare che arrivino i 30 gradi e che ci sentiamo stremati. Possiamo prevenire e iniziare ad assumere i sali minerali prima. La primavera è la stagione che ci mette più alla prova: arrivando stanchi dall’inverno abbiamo bisogno di tonici e energetici che possano riattivare il nostro organismo ed è sensato fare anche un percorso di detossificazione e depurazione dalle scorie accumulate. In autunno è invece utile fare almeno un ciclo di trenta giorni di probiotici, differenziandoli ogni dieci giorni, per creare un terreno fertile per sviluppare buone difese immunitarie che in inverno si possono aiutare con un’integrazione di vitamina C. Per quanto riguarda le difese immunitarie c’è da dire anche che l’utilizzo delle mascherine e le norme di distanziamento per il Covid hanno quasi cancellato i virus stagionali negli scorsi anni. Quest’anno di ritorno alla socialità ha messo alla prova tutta la popolazione con un ritorno alla contaminazione batterica (della normale quotidianità) con però un aumento delle tipiche patologie prettamente invernali e un loro protrarsi fino al gran caldo. È quindi corretto pensare di assumere ciclicamente prodotti a base di zinco ed echinacea, per esempio, che aiutano ad aumentare le difese immunitarie senza dimenticare di tenere sempre controllato l’intestino che è un attore importante anche nelle patologie da raffreddamento».