Fabbroni Visto n. 7 2021

Amore e Psiche: grazie a Kamala Harris il mondo è delle donne

Kamala Harris ha fatto la Storia diventando la prima donna di origini non anglosassoni al potere: l'analisi della nostra Barbara Fabbroni.

Un fatto storico

Il vicepresidente degli Stati Uniti è una donna. Si tratta di un evento storico di per sé, perché mai nessuna donna finora, in 230 anni di storia, era mai stata eletta Presidente o vicepresidente. Se poi, come Kamala Harris, è anche di colore e di origini indiane, il fatto è doppiamente storico.

Il percorso di vita di questa straordinaria donna è così avvincente che merita la lettura della sua autobiografia. Che è già uscita in italiano il 28 gennaio 2021, dal titolo Le nostre verità, edito da La nave di Teseo. Ecco cosa scrive di sé la Harris:

“Il mio nome si pro- nuncia ‘comma-la’. Significa ‘fiore di loto’, che è un simbolo importante nella cultura indiana. Il loto cresce sott’acqua, e il suo fiore fuoriesce dalla superficie quando le radici sono ben piantate nel fondale del fiume”.

Ma cerchiamo di conoscerla un po’ meglio, dal lato pubblico e da quello privato.

Conosciamo meglio Kamala

Kamala Harris si è laureata con il massimo dei voti in Legge alla Howard University. È stata eletta in passato Procuratrice generale della California (capo dell’ufficio della pubblica accusa), ruolo che ha ricoperto fino al 2016 distinguendosi e guadagnando consensi per la grinta e la durezza con cui ha combattuto la malavita.

Lei e il marito, l’avvocato Douglas Emhoff, si sono conosciuti grazie a Chrisette Hudlin, amica della Harris e collega di lavoro di Emhoff, che fu, per loro, un vero e proprio Cupido. Fu amore a prima vista.

Da lì il matrimonio fu un passo assolutamente naturale. Oltre sei anni di matrimonio e un amore che non batte ciglio, va a gonfie vele come il primo giorno. Cosa questa assai rara nel XXI secolo, dove tutto scorre alla velocità della luce e si consuma come un pasto veloce tra un appuntamento di lavoro e un salto in palestra.

Eppure, Kamala e il marito sono così uniti che nulla e nessuno potrà incidere nella loro vita. Nemmeno il ruolo singolare e finora unico che Emhoff dovrà ricoprire, quello di “second gentleman” (un calco sul più abituale e consueto “First Lady”).

Dal marito ai figli

Kamala non ha figli naturali seppur ha saputo costruire uno splendido rapporto con i figli avuti da Emhoff. Avuti da un precedente matrimonio. A lei infatti piace ricordare con orgoglio che Ella e Cole la chiamano affettuosamente “piccola mamma”. Al tempo stesso per lei, come ha dichiarato in più interviste, i due giovani sono “la mia fonte infinita di amore e pura gioia”.

D’altro canto la Harris, in molte interviste, ha fatto accenno a sua madre dichiarando

“Mia madre mi ha insegnato a mettere la famiglia al primo posto: quella in cui sei nata e quella che hai scelto”.

Senza dubbio l’insegnamento della madre ha fatto centro, ed è efficace nel mantenere salda la sua appartenenza sia alla famiglia di origine sia a quella dove ha scelto di vivere e progettare il suo futuro.

Madre e Maestro di vita

Nella sua campagna elettorale durante la corsa alla Casa Bianca il punto di forza da cui è partita è quindi la famiglia. Ben si sa quanto gli Americani siano sensibili a questa dimensione esistenziale, cosicché è stato facile coinvolgerli e condurli verso di lei.

“Mia madre ha cresciuto due figlie nere sapendo che la loro vita sarebbe stata diversa”.

Con questa frase iniziava il primo spot elettorale di Kamala Harris, e gli elettori sono stati inondati dalla sua capacità di apparire affabile, al tempo stesso forte.

A ciò si aggiungono parole di riconoscimento e rispetto verso Martin Luther King, cui si è ispirata e che ha promosso suo Maestro di vita, e non solo durante tutto il suo percorso.

“Il dottor King mi ha sempre ispirato perché era una figura gigante. Il suo modo di essere ha spronato ognuno di noi, e continua a farlo, a essere persone migliori proprio come lo fa il nostro Paese”.

Tutto questo dà bene l’idea della forza di carattere e della solidità dei valori della nuova vicepresidente USA: un mix che ha affascinato anche il popolo americano, che l’ha apprezzata al punto da averla eletta a una carica che (in passato è accaduto) potrebbe portarla ad assumere la presidenza, in caso di morte o impedimento del titolare, vale a dire Joe Biden.

Un traguardo per le donne

Del resto, diventare Presidente era la prima ambizione della Harris, che si è candidata per la nomination del Partito Democratico nel gennaio del 2019.

Dopo di che, ricevuti meno voti di quelli che si attendeva, si è ritirata, decidendo di appoggiare Joe Biden, di- chiarando senza troppi indugi e con una fermezza coinvolgente:

“Abbiamo bisogno di un leader che abbia veramente a cuore le persone e sia in grado di unire il popolo”.

Biden l’ha premiata scegliendola come vice, e i due ce l’hanno fatta. Un trionfo, che non è solo un traguardo personale. È un traguardo della donna, dell’intelligenza, della capacità di non arrendersi, della voglia di farcela. Dell’orgoglio di essere americana nonostante le origini non anglosassoni, che peraltro la accomunano a metà almeno della popolazione degli Stati Uniti.

Che tipo di donna rappresenta Kamala Harris? Una donna in prima linea, che non si arrende, che lotta per i diritti, che si mette in gioco sino all’ultima goccia di sudore.

Con i suoi discorsi commoventi ha messo in risalto non solo la sua grande personalità, ma anche le battaglie di genere che ci sono dietro il suo arrivo alla Casa Bianca.

Kamala Harris è la consapevolezza diventata possibilità. Da questo momento non ci saranno più ostacoli per le donne verso posizioni di rilievo. Lei rappresenta la volontà di ogni donna di fare qualcosa per il mondo intero, portando avanti i valori della propria intelligenza e integrità.

Premiata dal Times

Kamala Harris ha scritto e continuerà a scrivere una nuova pagina della Storia insieme a tutte le donne che la seguiranno e la prenderanno a esempio.

Non a caso la rivista Time l’ha scelta insieme al Presidente Joe Biden come la persona dell’anno 2020. E già in precedenza era entrata nella classifica delle donne più potenti di Forbes. Davanti a lei solo la prima e imbattibile Angela Merkel, e Christine Lagarde. Insomma, tre donne con una provenienza totalmente diversa l’una dall’altra, ma che hanno in comune il potere di avere tra le mani il filo che fa procedere il mondo.

Il vissuto di Kamala è una storia all’interno di un sogno divenuto realtà. Un sogno ambizioso realizzato e reso concreto.

Kamala Harris ha dichiarato con orgoglio: “Dream with ambition”, sognate con ambizione. Questo insegna a tutte le donne a imparare a guardare dentro se stesse. Così che possano osservare le qualità che nessuno prima era mai riuscito a intravedere in loro.

È un viaggio lungo, tumultuoso, spesso impetuoso, ma se come Kamala si ha il coraggio di camminare senza cedimenti verso l’obiettivo allora alla fine del viaggio ci saranno gli applausi a consolare la fatica, a ripagare dei dolori.

Nella sua carriera come nella sua elezione c’è inciso il cuore del sogno americano. Nulla è perduto se c’è voglia e desiderio di farcela. Grazie Kamala, a nome di tutte le donne del pianeta.

a cura di Barbara Fabbroni

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