Fabbroni Visto n. 1 2021

Amore e Psiche di Barbara Fabbroni: il bilancio di un anno frastornante

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Per la rubrica settimanale Amore e Psiche, la psicologa Barbara Fabbroni s’interroga su come trarre insegnamento dal meglio e soprattutto dal peggio del 2020.

Quando le vacanze natalizie arrivano, non resta che rilassarsi dopo la maratona di parenti e cibo (stavolta molto più sobria del consueto, viste le restrizioni), e fare un bilancio dell’anno appena trascorso per poter progettare nuove cose per il nuovo anno. La consapevolezza di come si è trascorso l’anno passato è un momento importante, che permette di osservare con una lente d’ingrandimento dodici mesi di vita vissuta.

Quest’anno, inutile negarlo, le cose sono state un po’ diverse. Non tutti gli anni sono uguali, a volte ci sono periodi contrassegnati dalla fatica, dal dolore, dalla tristezza. Altri invece dove non manca l’adrenalina, il successo e dove i
traguardi prefissati diventano certezza.

Il 2020, non c’è dubbio, fa parte dei primi: si ricorderà come l’anno della pandemia da Covid-19. A cento anni dal virus della spagnola, quest’anno il Covid-19 ha segnato un periodo nero per ciò che riguarda la salute, la vita e la morte, la disperazione e il dolore, la paura e l’angoscia di non sapere cosa potrà accadere.

È stato un anno frastornante. Ci sono immagini che hanno attraversato e tagliato di netto la vita di ognuno di noi, segnando momenti assolutamente tragici. Alcuni di forte smarrimento, altri di paura incontrollabile, di preoccupazione.

Inutile fare troppi giri di parole: il 2020 è uno degli anni più difficili dal Dopoguerra, per il mondo intero. E senza dubbio è anche il più complicato di questo secolo. Eppure, lo sappiamo: dai tempi difficili, dalle prove intense, si forgiano uomini e donne forti.

Cosa possiamo imparare da questo incredibile anno? Come possiamo utilizzare al meglio l’immensa tempesta che abbiamo dovuto affrontare? Ci saranno pure degli aspetti positivi di questo maledetto 2020? Come possiamo fare a trarre il meglio da questo periodo decisamente particolare?

Il meglio e il peggio del 2020

È vero: la pandemia ha creato una situazione sociale, relazionale, economica e soprattutto di salute che ha sparigliato le carte creando una coltre densa di nebbia su tutto. Però, nel tempo vissuto abbiamo pur imparato qualcosa. Che cosa?

Una cosa che abbiamo appreso in tutte le fasce d’età è quella di apprezzare il tempo, di strutturarlo in maniera consapevole senza dare nulla per scontato. Di proteggerlo, di gustarlo e di rispettarlo. Il tempo è una risorsa importante su cui possiamo contare.

Stare chiusi in casa nel primo lockdown e poi nel secondo ha certamente aiutato a dare un significato diverso a ogni ora e a ogni minuto, alle relazioni, alla socializzazione. Soprattutto a marzo e aprile il tempo era scandito da appuntamenti fissi che davano una direzione alla giornata. Due fra tutti: i canti dal balcone, il bollettino delle 18 nel quale venivano elencati i tristi numeri dell’infezione.

Il 2020 ci ha permesso di dare priorità alle cose serie, focalizzando l’attenzione su ciò che è davvero importante. Gestire al meglio il tempo significa imparare a svolgere le attività a seconda della loro priorità. Decidere, eliminare dalla propria routine quelle che già definiamo, appunto, le perdite di tempo.

Attraversando questa esperienza pandemica, le persone hanno fatto tesoro del fatto che non si può sprecare la propria esistenza per le futilità, per le cose insignificanti e prive di fondamento.

Imparare a gestire correttamente il lavoro, le relazioni, e il tempo significa diventare più consapevoli di sé stessi. Le persone che riescono a essere consapevoli di sé hanno una chiara comprensione dei loro punti di forza, debolezza, pensieri, convinzioni, motivazione ed emozioni, e hanno una percezione definita delle proprie capacità.

Un individuo capace di organizzarsi in questo modo ha la possibilità di vivere molto meglio la sua esistenza, costruendo relazioni sane e nutritive.

Animali sociali

Abitiamo un mondo iper-connesso, dove tutto si consuma con la velocità di un click. La fisicità è stata mandata in soffitta a vantaggio di relazioni on line. Eppure sembra strano, ma ciò che è più mancato alla popolazione connessa è stata proprio la presenza fisica. La possibilità di un abbraccio, una carezza, un sorriso colto e ricevuto senza la protezione di un freddo schermo di computer.

La mancanza di incontri ha stimolato la consapevolezza che il bisogno dell’essere umano è quello di stare in relazione con l’altro, e che l’assenza di relazioni crea una landa desolata di smarrimento e perdita.

Quindi, non dare più nulla di scontato, non passare sopra alle relazioni ma viverle con il dovuto impegno e partecipazione. Così come non dimenticarsi dei propri cari all’interno delle case di riposo o delle Rsa. Cari che sono un pezzo della nostra storia, appartengono al nostro mondo e vanno protetti.

Nel 2020 le persone hanno appreso una nuova modalità di strutturare il tempo lavorativo attraverso il lavoro facile, ovvero lo smart working. Costruendo così delle competenze trasversali, che prima restavano nascoste. Finalmente la “rete” è diventata un mezzo di scambio consapevole, e non solo rifugio di frustrazioni, insoddisfazioni, ricerca della trasgressione, ancoraggio al tradimento.

Paure e forza interiore

Tutto sommato, il 2020 ha insegnato a guardare in faccia la paura, ad affrontarla facendola diventare coraggio, forza e determinazione a sconfiggere questo nemico invisibile e non solo. È proprio nei momenti di grande sofferenza, fatica, impegno che si acquisiscono le competenze più importanti, come quella di non arrendersi mai e non nascondersi inutilmente dietro le proprie paure.

La paura è la maschera, la difesa, la corazza che funge da protezione verso un’emozione ingestibile, un evento imprevisto, un’esperienza significativa. È come un mantello che avvolge la persona, tanto da diventare spesso un suo limite. Così, superare la propria paura diventa un’impresa ardua. Invece, con la pandemia, sempre più persone sono state in grado di guardare in faccia il nemico, affrontarlo e superarlo.

Andare oltre la propria paura, liberarsi dalle trappole dell’insicurezza, permette di toccare il cuore di ciò che è davvero essenziale per cercare nuove opportunità, per migliorarsi, per cogliere le possibilità di questo tempo.

Non resta che incamminarci nel nuovo anno, con la consapevolezza di aver vissuto un anno passato ricco di insegnamenti, esperienze. Non serve continuare a preoccuparsi per quello che succederà. Viviamo il nuovo anno al meglio delle abilità, delle possibilità e le cose potranno avere una declinazione migliore.

Anche le cose brutte passeranno. È solo una questione di tempo e di attesa.

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