Fabbroni Visto n. 2 2021

‘L’uomo delle scarpe di Guadagnino’ di Barbara Fabbroni

Barbara Fabbroni racconta il nuovo docu-film di Luca Guadagnino, incentrato sulle origini e il successo hollywoodiano di Salvatore Ferragamo.

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Il calzolaio dei sogni

La vita si costruisce anche grazie ai sogni. Salvatore Ferragamo aveva un desiderio nel cuore: diventare il “calzolaio dei sogni” (il titolo del libro da lui scritto e pubblicato nel 1957 e ora di nuovo in libreria). Di strada ne ha fatta tanta partendo da un piccolo paesino dell’Irpinia, Bonito, fino alle luci sfavillanti di Hollywood.

Le sue creazioni hanno accarezzato i desideri di star non solo italiane, ma anche d’oltreoceano, incastonandosi nell’immaginario collettivo come il simbolo dell’assoluta perfezione della scarpa, sia maschile sia femminile.

La scarpa è un oggetto importante non deve solo essere perfetta o incarnare uno stile iconico. Deve essere anche comoda, alla moda e dare un significato allo stile del momento. È un’arte, una creazione che nasce pian piano. Si taglia la tomaia, s’incolla il tacco, s’imprime la suola. Un percorso che può essere industrializzato, ma nonostante tutto racconta una storia fatta di genio e creatività, di artigianalità e dedizione, di emozioni e ricerca.

Una scarpa racconta una storia. Narra un’idea, contiene un progetto. Un progetto che ha portato un uomo a costruire un impero approdato in un secondo momento in una città toscana. A Firenze Ferragamo ha costruito il suo quartier generale dopo l’esperienza americana.

Il docu-film di Guadagnino

La storia di questo creatore di sogni è raccolta da Luca Guadagnino che ha regalato tre mesi fa al pubblico del- la Mostra del Cinema di Venezia un docufilm fuori concorso sulla vita di Salvatore Ferragamo dal titolo Salvatore – Shoemaker of Dreams.

È una pellicola dove l’arte, la seduzione, la dedizione, l’amore per il proprio lavoro danno vita a un prodotto. Come se fosse una seducente avventura cucita tra il fascino e l’erotismo, tra la passione e il calore di una carezza.

Salvatore Ferragamo s’inchinava ai piedi delle star e non solo, per raccogliere le informazioni necessarie affinché il suo prodotto fosse assolutamente unico.

Nonostante fosse diventato famoso mantenne inalterato lo stile di raccogliere minuziosamente il racconto del piede che avrebbe calzato la sua creazione. Come fosse davanti a un pezzo di marmo cui dar forma e anima. Questa è una delle tante virtù di un uomo che ha saputo raccontare il suo sogno attraverso la realizzazione di scarpe, senza vergogna.

Un artista visionario del piede

Pur avendo i collaboratori giusti al suo fianco lui si metteva chino e ascoltava, osservava, ricamava quei piedi che avrebbero indossato una sua creazione. Un calzolaio visionario che ha saputo racchiudere nel suo estro la magia delle forme artistiche per vestire piedi famosi.

“Il film comincia con il meccanismo della creazione della scarpa Marilyn. Assistere al processo degli artigiani che ancora creano queste opere è per me come il miele per le api”, dice Guadagnino. L’artigianalità impersona la sua caratteristica più intima pur divenendo industria.

Il docu-film ha un impatto emotivo forte, denso di emozione poiché conduce all’interno di un mondo dove nascono e prendono forma delle opere d’arte da indossare. Ciò che accade durante la proiezione rende bene l’idea di come due ragazzi del Sud siano giunti a conquistare Hollywood in epoche diverse. Salvatore Ferragamo e Luca Guadagnino, ognuno grazie alla propria professionalità imbevuta di creatività e originalità, hanno raggiunto la stessa meta, vinto le stesse sfide.

L’idea di questa narrazione di vita del grande ciabattino delle dive nasce dalla passione e ben si sa “la passione è un sentimento che ti abita e non hai consapevolezza, magari le persone ti dicono ‘come sei passionale’. Salvatore era un
uomo passionale”
prosegue Guadagnino.

La passionalità trasuda dalla pellicola, tanto che lo spettatore se la sente addosso e non può che lasciarsi coinvolgere da questo racconto di vita vissuta.

Una storia che ci appartiene

Il segreto di Ferragamo è racchiuso non solo nella trama della sua creatività visionaria bensì anche nella qualità che “vuol dire la cura, la disciplina, e l’etica che si vuol mettere nelle cose e in Ferragamo era la sua struttura indiscussa” aggiunge Guadagnino.

La storia di Ferragamo è incisa nella nostra cultura artigianale. È un viaggio di Ulisse che lo ha portato a vincere le sfide più ardue. Al tempo stesso il film di Guadagnino gli conferisce una bellezza del dettaglio umano ed estetico che racchiude in un’unica sinfonia una lunga storia di vita fatta di salite, ma anche di discese vertiginose, di vittorie, ma anche di cadute.

Regista e protagonista della storia sono due fuoriclasse accomunati dalla stessa voglia di riscatto, dal desiderio di narrare una storia sia attraverso una pellicola sia attraverso una scarpa.

La famiglia Ferragamo desiderava omaggiare il suo capostipite con qualcosa che raccontasse la sua storia, la sua meravigliosa evoluzione artistica. Tanto che – dice la figlia Giovanna Gentile Ferragamo – “è una cosa che avevamo a cuore da tempo, per far conoscere da dove fosse partita la storia incredibile di una persona che da meno di niente è riuscita a raggiungere tutti gli obiettivi. Conoscendo Guadagnino è scoccata la scintilla”.

Ferragamo a Hollywood

Ma Ferragamo non è solo il calzolaio delle dive. È anche l’uomo coraggio, capace di salpare in nave dal capoluogo campano, in terza classe, con due camicie, un cambio di biancheria, i calzini e qualche vivanda, alla volta dell’America.

“Ferragamo va a Hollywood quando questa sta nascendo, e lui è uno dei creatori di Hollywood. È amico di grandi stelle, crea scarpe per contribuire alla costruzione dello star system, per cui la sua storia è anche molto la storia di Hollywood”, sottolinea Guadagnino.

Negli Stati Uniti d’America Ferragamo non solo ha trovato sé stesso, ma ha forgiato la sua identità di stilista, il suo estro, la sua natura visionaria e innovativa, iconica e passionale. Uno scultore di sogni da indossare per camminare nel mondo.

Nel film troviamo le interviste ai colleghi americani: Deborah Nadoolmn Landis, Manolo Blahnik, Christian Louboutin, concordi nel ritenerlo un maestro.

Salvatore – Shoemaker of Dreams è una sorta di racconto di un sogno realizzato dove, come per Cenerentola, la scarpa rappresenta la via per un futuro meraviglioso.

a cura di Barbara Fabbroni

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